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esenior coruse in Livorno







esenior titolo




PROGETTO ESENIOR


eSenior-ICT and multimedia techniques for
Senior Citizens
4th Partner Meeting


Sito del coordinatore: http://www.learning.ncse.pl/

Il blog di Scarabeus:
Scarabeus blog


PARTNERS DEL PROGETTO:

Sehit Hasan Yaris , Ahmetli-Manisa, TURKEY
CREATIVE Training and Advisory Platform, Sopot, POLAND
Nostra Fortuna TARCEA - ERTARCSA, Tarcea, ROMANIA
Scarabeus, Cultural Association, Livorno, ITALY
The Ulmer Volkshochschule, Ulm, GERMANY
UAB Globalios idejos, Druskienniki, LITHUANIA
Formula Magic, Merida, SPAIN






Riflessioni sul corso di Informatica per persone della terza età


“Un semplice esercizio quotidiano come quello di cercare informazioni sul web sembra potenziare i circuiti cerebrali nelle persone avanti negli anni.
Questo dimostra che il nostro cervello è sensibile
e può continuare a imparare anche quando diventiamo vecchi”.
(Gary Small, dell'Istituto di Neuroscienze e comportamento Umano dell'Università di Los Angeles)
in italiano


in inglese



RICERCA-AZIONE:
COMUNICAZIONE ACCESSIBILE


Eldy
un'interfaccia che rende il PC più semplice



GRUPPO DI DISCUSSIONE SULLA
COMUNICAZIONE ACCESSIBILE



video realizzato su Google Immagini con CoolIris.



PUNTI DA PONDERARE:

  1. CONFIGURAZIONE DELL'HARDWARE: difficoltà
  2. SOFTWARE E PERCEZIONE SENSORIALE NELLA TERZA ETA':
    UDITO, VISTA, RIFLESSI, COMPRENSIONE...
  3. MIGLIORAMENTI PER L'USABILITA' - SUGGERIMENTI
  4. IL WEB: DIFFICOLTA' E VANTAGGI
  5. GUIDE E FORMAZIONE IN ETA' AVANZATA
in inglese:

ISSUES:

1. HARDWARE CONFIGURATION: difficulties

2. SOFTWARE AND SENSORY PERCEPTION IN THE THIRD AGE:

HEARING, SIGHT, REFLEX, COMPREHENSION...
3. USABILITY IMPROVEMENTS: SUGGESTIONS
4. THE WEB: DIFFICULTIES AND ADVANTAGES
5. GUIDES AND EDUCATION IN THE OLD AGE


elementi senior e pc


Alcune tematiche che andrebbero affrontate quando si intraprende un percorso formativo relativo
a web e applicazioni informatiche per persone della terza età.



in inglese

diagramma senior in inglese






appuntamenti quindicinali di riflessione


eSenior - SCARABEUS

Foto ripresa durante il corso di Scarabeus, tenuto a inizio d'anno all'ITC Vespucci


diagramma steps corsi senior


Il diagramma mostra alcune piste di ricerca che potrebbero essere seguite per
proseguire la ricerca relativa al rapporto ICT-Seniors.



UN SITO WEB PER GLI ANZIANI:
VIVA LA SEMPLICITA' - KIS, Keep It Simple

sito web anziani

Il diagramma mostra alcuni requisiti necessari per le pagine di siti web destinati ad anziani.

APPENDICE:


1. ESEMPIO DI CURRICULUM PER SENIOR






2. ESEMPIO DISPENSINA
TRATTA DALLA PIATTAFORMA

Oltre all'attività in aula, è disponibile la piattaforma Moodle in
http://comeweb.ninehub.com
dalla quale riprendiamo un piccolo dizionario del PC
ad uso dei "nonni novizi"






E-mail, navigazione e videochat
3. Gli over 50 a scuola di internet
La scuola gratuita di informatica quest'anno festeggia i dieci anni di apertura con tremila iscritti e tre nuove sedi di BENEDETTA PERILLI
da Repubblica.it


ROMA - "Da quando abbiamo attivato il corso di Facebook c'è stato un boom. I nostri iscritti vanno matti per il social network e la lezione serale delle 18 è sempre piena". A parlare è Luisa Toeschi, direttore di Internet Saloon, la scuola gratuita di informatica dedicata a un pubblico over 50 che quest'anno festeggia i dieci anni di apertura a Milano con l'inaugurazione di tre nuove sedi, Napoli, Bari e Ancona, che vanno ad affiancarsi a quelle già esistenti di Sondrio, Pavia e Catania. Un esercito di oltre 3mila iscritti tutti sopra i 50 anni che quest'anno apprenderanno da un team selezionato di studenti universitari - preferibilmente non futuri ingegneri ma agronomi, filosofi, commercialisti con abilità tecnologiche che vengono preparati attraverso un corso di formazione - i segreti dell'informatica e del mondo di internet. Grazie alla partecipazione progettuale ed economica di quattro partner, Gruppo credito valtellinese, HP, Microsoft e Telecom Italia, i corsi, che vengono gestiti dall'AIM Associazione interessi metropolitani, hanno una formula comune.

Chi, ad esempio, non ha mai utilizzato un computer e vuole imparare ad inviare mail, navigare in rete o chattare in webcam con figli e nipoti dall'altro capo del mondo, viene iscritto al corso internet base: in un giorno, ovvero un'unica lezione della durata di sei ore, la navigazione diventa già una realtà. Ma, a seconda delle sedi, ci sono anche altri corsi, come quello di Word, di fotografia digitale, di antivirus e sicurezza in rete, di eBay e di musica digitale. Tutti gli Internet Saloon, ospitati in zone centrali e in palazzi di prestigio come quello delle Stelline a Milano, dispongono di una stessa struttura doppia. Da un lato un'aula didattica dedicata ai corsi, con postazioni multimediali e maxi schermo, dall'altro una palestra informatica dove, chi ha già concluso il corso, può tornare a fare esercizio e praticare le conoscenze acquisite. Ma non solo. Il progetto non si limita all'insegnamento. Quello degli Internet Saloon è un esperimento sociale che mette a contatto una generazione over 50, con picchi che arrivano fino ai 90 anni, con un mondo popolato da giovani studenti, che fa uscire gli anziani dalle loro case per incontrare persone che come loro spesso devono far fronte alla solitudine e alla depressione. Nascono nuove amicizie, nuove coppie e si aprono le porte di un mondo nuovo.

Ma chi sono questi silver surfer coraggiosi che navigano con destrezza e socializzano volentieri? A ritrarre i circa 35mila studenti che dal 2000 sono passati negli Internet Saloon è Luisa Toeschi. "A Milano abbiamo un 50% di uomini e un 50% di donne iscritte, sono quasi tutti ex lavoratori, dagli avvocati agli insegnanti, con un'età media intorno ai 70 anni. A Pavia invece, e qui si vede la differenza tra città e provincia, sono le donne, soprattutto casalinghe, a seguire le lezioni con un'età media tra i 55 e i 65 anni. A Catania gli studenti sono quasi tutti professionisti in pensione. Sondrio poi è stata una sorpresa: in sei anni di attività abbiamo avuto tra i nostri studenti il 20% della popolazione". Tra tutti ci sono poi gli iscritti che hanno lasciato un ricordo più spiccato. Come la più anziana, una signora veneziana di 95 anni che a fine lezione era felice, ma anche un po' stanca. O come un agricoltore intervenuto a Pavia in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno accademico, stivali infangati, camicia a quadrettoni e mani così grandi da riuscire a digitare con fatica. Ma c'è stato anche il miglior allievo, un signore milanese di 93 anni, che Microsoft ha premiato con un computer fiammante finito nelle mani del nipote perché troppo moderno per lui.

Ogni anno poi, a fine corso, le sedi organizzano una festa e oltre alla consegna dell'attestato, si mangia, si beve e si indossano i cappellini da diplomati. A Natale poi c'è il concorso di poesia e racconti e si mangia il panettone. A Milano si organizzano anche camminate in montagna, visite a mostre e partecipazioni a conferenze di tecnologia, amatissime dagli studenti. Un mondo tutto da scoprire che gli organizzatori vorrebbero portare presto in tutta Italia. "Nell'ultimo anno gli over 65 che usano internet sono aumentati del 15% - spiega Umberto Paolucci, vice presidente di Microsoft Corporation - e la sfida è destinata a diventare più facile se è la tecnologia ad andare incontro alle persone. L'informatica è un vero elisir di lunga vita che permette l'accesso al mondo". E lo confermano i dati emersi dall'analisi della navigazione dei silver surfer italiani: tra i siti più visitati ci sono quelli di home banking, aperti fino a tre volte in una stessa giornata. Insomma una visitina in banca ogni tanto la faranno pure, ma la comodità di controllare il proprio conto da casa sembra piacere molto ai navigatori d'argento. Vanno forte anche i blog, molti studenti ne aprono uno per rimanere in contatto con gli altri iscritti al corso, i siti di viaggi ma soprattutto Facebook. Anche per i silver surfer è il social network il re della rete.
(1 ottobre 2009)
Etichette: adulti, collaborazione internazionale, computer, Grundtvi



da L'ESPRESSO
4. Pane, amore e social network


di Alessandro Gilioli
Perché milioni di italiani vanno su Facebook o sugli altri siti simili? Risponde, per la prima volta, un'indagine demoscopica. Con molte sorprese
eSenior - SCARABEUS


Ormai i frequentatori di Facebook nel mondo sono quasi come la popolazione degli Stati Uniti. Certo, non tutti poi lo cliccano da mattina a sera, c'è chi si è fatto il profilo e poi è sparito, ma il fenomeno c'è e continua a crescere. In Italia si parla di circa 10 milioni di "feisbuchisti", vale a dire quasi un internauta su due. Ma perché lo fanno? E soprattutto: che cosa ci fanno? La risposta che solitamente danno quelli che su Facebook non ci sono è "perdono tempo" o, più malignamente, "provano a rimorchiare". È davvero così? Secondo la Swg di Trieste, che ha appena condotto una ricerca su motivazioni e comportamenti dei frequentatori italiani dei social network, le cose sono un po' più complesse. E questa indagine (che vi anticipiamo in esclusiva) racconta di una realtà in cui Facebook e gli altri network in realtà hanno acquisito una funzione importante sotto tanti aspetti: nel coltivare le relazioni, naturalmente, e nel recuperare contatti persi nel tempo; ma anche nell'informarsi e nel farsi un'opinione politica e culturale, oltre che nell'implementare la propria attività professionale. Insomma, qualcosa di più di un passatempo.

Il campione (1.326 tra iscritti a Facebook, My- Space, Linkedin, Badoo e Giovani.it) rivela innanzitutto che siamo di fronte a persone che vanno in Rete da un bel po' (il 96 per cento da almeno cinque anni, il 28 per cento da prima del 1997) e si collegano spesso al Web (il 48 per cento lo fa "sempre quando può"). Se ci si iscrive a un social network di solito poi lo si frequenta davvero: il 44 per cento clicca il suo sito sociale ogni giorno, il 26,4 "sempre quando può", e solo il 7 per cento meno di una volta alla settimana: insomma, non siamo di fronte a un bis della bolla Second Life.

Ma perché si frequentano Facebook e gli altri siti simili?
Sorpresa: "conoscere nuovi amici" è una ragione che riguarda solo il 33 per cento degli intervistati; e "flirtare" - cioè cercare nuovi partner - è una motivazione "poco" o "per niente" considerata dall'86 per cento. Il dato va forse corretto da un filo di timidezza o ipocrisia, ma è un fatto che se si va in cerca di una relazione esistono siti molto più efficaci. E in ogni caso il 78 per cento degli iscritti limita l'accesso alle sue informazioni personali agli amici, a conferma che l'apertura verso "gli sconosciuti" è scarsa. Quali sono allora gli utilizzi del social network? Per la maggior parte (88 per cento) "restare in contatto con amici e conoscenti ", vale a dire persone con cui si aveva già una relazione amicale prima che esistesse Facebook. Si chiacchiera via Fb sul lavoro, si "sta insieme" la sera dopo cena, ci si scambiano battute e opinioni, ma se ne fa anche un uso più creativo: ad esempio, commentare in gruppo un evento che si sta guardando in televisione ciascuno da casa sua.

Ovviamente è poi materia sociologica capire quanto questi contatti virtuali sostituiscano una frequentazione fisica (e quindi siano impoverenti dal punto di vista sociale) e quanto invece creino un'alternativa a un consumo di tempo che altrimenti sarebbe solitario (e quindi siano, al contrario, arricchenti). Quest'ultima ipotesi tuttavia sembra prevalere, visto che il 74 per cento degli intervistati ritiene "importante" o "molto importante" il fatto che il social network gli abbia dato la possibilità di tenersi in contatto con conoscenti o amici che altrimenti si frequentavano poco. Tra le motivazioni dei social networker ce n'è poi un'altra che viene spesso snobbata dai più e che invece ha una sua importanza: il 76 per cento degli iscritti sostiene infatti di usare "molto" o "abbastanza" Fb e gli altri per "condividere informazioni". Che cosa vuol dire? Chi ha parecchi contatti su Facebook lo sa benissimo: spesso gli iscritti non postano solo i propri pensierini personali ("Che sonno!", "non ho voglia di lavorare etc") ma anche articoli di giornali on line e di blog che hanno trovato in giro per la Rete. Il risultato è che se una persona ha "amici" con i suoi stessi interessi, aprendo la pagina di Facebook si trova pronta una sorta di rassegna stampa, una selezione di articoli e video adeguata a quel consumo "playlist" delle news che è proprio della generazione Internet. Con in più la possibilità di commentare e discuterne con gli altri.

Questo spiega forse perché tra i frequentatori di siti sociali sia bassa la penetrazione dei quotidiani cartacei (il 58 per cento li compra meno di una volta alla settimana) così come scarso è l'apprezzamento dei telegiornali (il 32 per cento non ne guarda nemmeno uno a settimana). Se però ai tg si aggiungono anche i programmi di informazione (tipo "Ballarò", "Annozero" o "Report") la percentuale di telespettatori settimanali sale al 77,5 per cento, segno che l'interesse verso quello che accade in Italia e nel mondo non manca.

E ancora: il 58 per cento clicca almeno una volta alla settimana i siti dei giornali on line, tra i quali primeggia Repubblica.it, seguito da Corriere.it. Ma all'informazione elettronica dei grandi giornali, i social networker mescolano volentieri quella dei blog: l'80 per cento li legge, il 64,2 va a cercare notizie sui blog almeno una volta a settimana, il 21,6, addirittura lo fa tutti i giorni. Sono queste - prese sia da siti ufficiali sia da quelli personali - le news con cui si alimenta quell'informazione liquida che poi circola su Facebook e sugli altri network, e vanno a costituire la "condivisione" di cui si parlava sopra. Due terzi degli intervistati dicono del resto che i siti sociali li hanno "aiutati a trovare informazioni ": insomma, vengono considerati vere fonti, anche se non di prima mano. Ma alla domanda di base (che ci si fa con questi benedetti social network?) la ricerca Swg dà anche altre risposte. Il 28 per cento, ad esempio, li usa "abbastanza" o "molto" per promuovere se stesso o il proprio lavoro e il 18 per cento "per fare affari ". Si tratta di percentuali più basse rispetto agli Stati Uniti - dove esiste una letteratura infinita sui metodi per incrementare il proprio businness con i social network - ma comunque interessante. Senza dire che vale la massima secondo la quale "bisogna costruirsi il network prima che ci serva": vale a dire che la rete di contatti creata su Facebook o simili può risultare preziosa sotto l'aspetto professionale anche se (anzi: a maggior ragione se) non era stata inizialmente creata per questo scopo. Non a caso il 18 per cento degli intervistati dice che i social network li hanno già aiutati a "rafforzare i rapporti di lavoro". E "positivo " (per il 63 per cento) è giudicato il fatto che anche le aziende abbiano iniziato, seppur lentamente, a inserirsi nel mondo dei siti sociali.

C'è poi chi considera il social network un buon modo per portare avanti battaglie civili e politiche, grazie al meccanismo virale (il famoso tam tam) per cui alla fine tutti i 300 milioni di frequentatori di Facebook sono in contatto tra loro e quindi potenzialmente raggiungibili da un messaggio, da una protesta, da un'iniziativa. Il 24 per cento dice che il social network lo ha aiutato a fare politica nella sua città, il 25 anche fuori dall'ambito locale. A proposito, da che parte stanno politicamente gli iscritti a Facebook e agli altri siti simili, in Italia? Il 39, per cento si definisce di destra o centrodestra, il 37 per cento di sinistra o centrosinistra: quindi si rispecchiano più o meno le percentuali elettorali. Ma oltre due terzi dicono di avere poca (18,3) o nessuna (48,2) fiducia in Berlusconi: un dato che può dipendere sia dal fatto che la Rete è tendenzialmente critica verso il potere, sia dal fatto che il Cavaliere è entrato poco nella comunicazione sul Web, prediligendo quella in tivù. Quasi "bulgaro" e trasversale alle simpatie politiche (tocca l'85 per cento) è infine il dato di coloro che si dicono contrari a qualsiasi legge per aumentare il controllo legislativo sui social network. Un risultato che, visti i recenti tentativi di imbrigliare la Rete con proposte di legge illiberali, dovrebbe forse far riflettere anche i parlamentari di centrodestra.
(02 ottobre 2009)
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5. UN VIDEO - CONNETTITI ALLA VITA



"Connettiti alla vita" è un video sperimentale realizzato con The Movie
all'interno del corso di Psicologie della Comunicazione della Università Cattolica di Milano.






6. INSTALLARE E CERCARE CONTATTI
IN SKYPE


Skype è un programma gratuito che aiuta a comunicare gratuitamente.
Non serve solo per fare chat testuali, ma anche chat audio e video e anche
scambiare file:
testi,
foto,
pdf...

Un breve tutorial, per cominciare





7. ROBINGOOD SPIEGA L'EBOOK

In un video di un paio di anni fa, il clebre RobinGood spiega come
è fatto e a cosa serve l'ebook reader (lettore di libri elettronici)






CONTINUA...

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