PARERI SUL "MAESTRO E MARGHERITA"This is a featured page


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IL MAESTRO E MARGHERITA

Pareri da confrontare, si possono leggere su Anobii, dove i lettori usano pubblicare brevi recensioni sulle letture fatte.
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Una rilettura tardiva, ma opportuna. Avevo letto Il Maestro e Margherita più di 40 anni fa: mio padre l’aveva scoperto (c’era stata una storica entusiasta recensione di Eugenio Montale suIl corriere della sera del 9 aprile 1967), si era divertito follemente (sorrideva spesso quando leggeva, e talvolta rideva sonoramente) e mi aveva consigliato di leggerlo.L’avevo capito, allora? Potevo capirlo, con la mia testa di adolescente e la mia limitata esperienza? Non lo so, ma mi era rimasta la memoria di un libro grande, grandissimo. E mi era rimasta una frase che, più volte dimenticata e tornata, ha segnato tutta la mia vita:Questo è il fatto. E il fatto è la cosa più ostinata del mondo.Così dice Woland a Michail Alexandrovič Berlioz, e così la ricordavo.

Quello che non ricordavo è come prosegue il discorso di Woland:Ma adesso interessa quel che accadrà ulteriormente, e non un fatto già compiuto. Lei è sempre stato un ardente fautore della teoria che, una volta tagliata la testa, la vita cessa nell’uomo, egli si converte in cenere e se ne va nel non essere. Mi è gradito comunicarle in presenza dei suoi ospiti, sebbene essi servano di prova a una teoria del tutto diversa, che la sua teoria è seria e ingegnosa. Del resto, tutte le teorie si equivalgono. Fra di esse ce n’è anche una secondo cui a ognuno verrà dato secondo la sua fede. Si avveri pure questo! Lei se ne andrà nel non essere, e io avrò il piacere di bere alla salute dell’essere dalla coppa in cui si convertirà! [p. 267]Un diavolo post-moderno ante litteram, dunque.


Naturalmente nella mia lettura giovanile mi aveva doverosamente impressionato la rilettura della passione e la figura di Ponzio Pilato: ma molti altri libri di argomento simile sono passati sotto i miei occhi, tra cui il bellissimo Evangelho segundo Jesus Cristo di Saramago. E mi aveva impressionato la dolce e sensuale figura di Margherita. Ma adesso, da vecchio imbolsito, il mio cuore è con la scatenata Nataša, “interamente nuda, coi capelli scarmigliati che volavano per aria”. Nataša, la popolana verace ("Anche noialtre, sa, vogliamo vivere e volare!”). Nataša, che sceglie di restare strega, piuttosto che sposare un ingegnere o un tecnico… [p. 285].Il Maestro e Margherita sono l’altro polo, gli amanti perfetti, predestinati ad amarsi e a non perdersi più (”L’amore ci si parò dinanzi come un assassino sbuca fuori in un vicolo, quasi uscisse dalla terra, e ci colpì subito entrambi.
Così colpisce il fulmine, così colpisce un coltello a serramanico!” – il Maestro ha persino dimenticato il nome della moglie!). Il loro destino non è la luce, è il riposo.

Non il premio elargito dalla divinità, ma la quiete, il silenzio, il sonno, lo spegnersi della memoria. Il dono estremo dell’amore, ma anche il dono estremo di Woland, è l’esser lasciati liberi.Strano destino, quello di Woland e dei suoi grotteschi compagni. Rappresentano l’ombra, e forse aspirano a fare il male. Ma poiché il bene e il buono – nonostante i ridicoli sforzi degli uomini (e qui emerge il Bulgakov scrittore satirico, che non poteva essere pubblicato benché Stalin segretamente ne godesse) – sono disastrosamente inadeguati, il risultato delle azioni demoniache sono paradossalmente il bene, come già registrava la frase del Faust di Goethe che Bulgakov mette in epigrafe al romanzo: “Dunque tu chi sei? Una parte di quella forza che vuole costantemente il Male e opera costantemente il Bene”.




mappa del romanzo
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carlasantini Benvenuto Bulgakov 0 Feb 26 2009, 3:41 PM EST by carlasantini
Thread started: Feb 26 2009, 3:41 PM EST  Watch
Il libro di Bulgakov ci costringe a fare un continuo processo di pensiero che inizialmente si presenta come convergente e che subito dopo si fa divergente ripetendosi in questo movimento.: Il continuo alternarsi di funti focali sui quali l'attenzione viene richiamata ha il fascino del disorientamento: ci si perde e ci si ritrova per poi perdersi di nuovo. Realtà e fantasia, così strettamente intrecciate, sfociano in una metafora che il quotidiano vivere allontana volutamente in quanto questo stato di cose basa la sua sopravvivenza su bisogni pratici e terreni.Superato questo la mente si apre alle altre esperienze.
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tatina il maestro e margherita 1 Jan 31 2009, 11:56 AM EST by tatina
Thread started: Jan 31 2009, 11:43 AM EST  Watch
A proposito di Ateismo (motivo di discussione all'inizio del romanzo tra Berlioz ed il poeta Ivan),mi viene una riflessione, forse abbastanza ovvia e scontata sull'ateismo in un regime come quello vigente in Russia nel periodo in cui è stato ambientata la prima parte del romanzo, cioè il comunismo bolscevico, nel quale , con l'dea del materialismo, tutto ciò che era spirituale veniva disconosciuto, dove si pensava di liberare le masse dai pregiudizi e dall'intontimento dell'"oppio delle religioni",. Quale libertà avevano le masse, (quelle più povere e ignoranti intellettualmente) aggiogate al lavoro collettivo, senza nessuna considerazione dell'individuo riguardo al suo benessere personale, annientati nel loro pensiero e nel la loro coscienza! Coloro che osavano difendere la propria religione qualunque essa fosse, si trattasse di vescovi, sacerdoti o semplici laici, venivano perseguitati con odio e barbarie inaudite, "lavori forzati, fucilazioni, tribunali ecc.), quale libero arbitrio potevano le masse più deboli, esercitare in queste condizioni? Condizionati da un materialismo spersonalizzante, soggiogati dalla paura, quanti erano davvero "ATEI"?
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romolo da un commento trovato in rete accanto ad un trailer su YT 0 Jan 26 2009, 3:08 AM EST by romolo
Thread started: Jan 26 2009, 3:08 AM EST  Watch
"The novel "The Master and Margarita" has been adapted for the screen numerous times. The first movie was made by the famous Polish director Andrzej Wajda, who in 1971 directed the movie "Pilate and Others". In 1972 the Italo-Yugoslavian movie "The Master and Margarita", directed by Alexandr Petrovich, came out. In 1988, Maciej Wojtyszko, also Polish, adapted the book for television. In 1994 another version was shot by Yuri Kara; it was shelved. And now we are proud to present the new film directed by Vladimir Bortko.
Master and Margarita (2005) is a Menippean film based on the eponymous book by Mikhail Bulgakov. Set in Moscow under Stalin and in Jerusalem under Pilate, it has several story-lines where history, religion and politics are intertwined. The sacrifices of Master (Galibin), a talented author of a manuscript about the biblical Pontius Pilate, and Master's muse - Margarita (Kovalchuk), are paralleled by the biblical story of Ieshua in Ierushalaim, and the deceit of the cowardly ambiguous Pilate (Lavrov), whose character alludes to a Soviet leader. The reality is distorted by Satan Woland (Basilashvili), and his lieutenants, who are manipulating public events and people's lives by pushing the buttons of human weaknesses and sins. Margarita taps into Woland's power, trying to save Master. The character of Master is autobiographical, burning of his manuscript alludes to what Bulgakov himself did under threats from the Soviet authorities.
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