Il Maestro e Margherita Di Michail Bulgakov tradotto da P. Panolo Pubblicato da Massimo, 1972 ISBN 8870302741, 9788870302745 448 pagine | |
Il Maestro e Margherita Di Mikhail A. Bulgakov, Vera Dridso Collaboratore Vera Dridso Pubblicato da Grupo Editoriale L'Espresso, 2002 ISBN 8481304573, 9788481304572 446 pagine |
| Il maestro e Margherita: Cristo, Pilato, Giuda, Satana Di Mikhail Afanasʹevich Bulgakov Pubblicato da Garzanti, 1982 | Il maestro e Margherita Di Mijail Afanasievich Bulgakov, ( tradotto da Vera Dridso Pubblicato da Einaudi 390 pagine |
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Il gatto/demone Begemot è uno dei personaggi principali della storia
| «Seguimi, lettore! Sia recisa la lingua infame al mentitore che ha negato l'esistenza di un amore autentico, fedele ed eterno sulla terra!»
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| (Incipit della seconda parte del romanzo)
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Grandioso affresco composto di numerosi episodi collegati fra loro, il romanzo si svolge su due principali piani narrativi ai quali corrispondono due differenti ambientazioni. La prima di queste è la
Mosca degli anni Trenta del Novecento, in cui si trova in visita
Satana nei panni di
Woland (Воланд), un misterioso professore straniero, esperto di
magia nera, attorniato da una cricca di personaggi alquanto particolari: il valletto Korov'ev (Коровьев), soprannominato Fagotto (Фагот), un ex maestro di cappella sempre vestito con abiti grotteschi, il
gatto Begemot (Бегемот)
[10], il sicario Azazello (Азазелло)
[11], il pallido Abadonna (Абадонна), con il suo sguardo mortale e la
strega Hella (Гелла)
[12]. L'arrivo del gruppo porta scompiglio non solo fra i membri di una importante associazione letteraria sovietica, la
MASSOLIT[13], che ha sede presso la
Casa Griboedov, luogo di convegno dell'alta società moscovita, ma in tutta Mosca.
L'inizio del romanzo si svolge agli stagni Patriaršie di Mosca e presenta un diretto confronto tra il presidente della
MASSOLIT, Michail Aleksandrovic Berlioz (Михаил Александрович Берлиоз)
[14] ed un gentiluomo forestiero che dice di essere esperto di magia nera, Woland, appunto. Testimone dell'incontro è il giovane
poeta Ivan Nikolaevič Ponyrëv (Иван Николаевич Понырев), detto Bezdomnyj
[15]. Woland, dopo aver detto di sapere come e quando morirà Berlioz, racconta ai suoi atei e scettici interlocutori che Gesù è esistito davvero e di essere stato presente al suo processo a Gerusalemme. Ritenendo di essersi imbattuto in un folle, Berlioz si allontana per chiedere aiuto. Il letterato esce dal parco ignorando i discorsi di un vagabondo un po' insolente (Korov'ev), ma, arrivato al cancello, trova la morte esattamente come previsto da Woland. Questi tragici eventi si svolgono sotto gli occhi di uno sconvolto e disperato Ivan, che tenterà di far catturare la banda e di informare tutti dei loro poteri magici, ed invece sarà internato in un
manicomio, perché ritenuto malato di
schizofrenia. Nella sua stanza dell'ospedale psichiatrico Ivan riceve la visita di un altro paziente, uno scrittore condotto alla disperazione dal rifiuto dimostrato dalla casta dei critici letterari sovietici nei confronti del suo romanzo su Ponzio Pilato. Il visitatore dice di essere un
Maestro e di non avere più un nome
[16]. Il Maestro, che aveva dato alle fiamme la sua opera e lasciato la sua amante, vive in ospedale in uno stato di totale lontananza dal mondo reale; egli ascolta l'inverosimile racconto di Ivan e, sorpreso dal sentire il nome di Ponzio Pilato, svela al poeta che il professor Woland è proprio
Satana.
| ««Ma insomma, chi è?» chiese Ivan scuotendo i pugni con eccitazione «Lei non perderà la calma? Noi tutti qui dentro siamo gente infida...» «No, no!» esclamò Ivan. «Mi dica, chi è?» «Bene,» rispose l'ospite, e disse in tono autorevole e staccando le parole: «Ieri, agli stagni Patriaršie, lei ha incontrato Satana.» » |
| ( Capitolo XIII - L'apparizione dell'eroe - Traduzione di Vera Drisdo. Einaudi) |
Nel frattempo Woland e la sua banda hanno preso possesso con l'inganno dell'appartamento di Berlioz, mentre l'altro inquilino della casa, Stepan Bogdanovič Lichodeev, il direttore del Teatro di Varietà di Mosca, dopo aver scritturato Woland per uno spettacolo di magia nera, viene spedito istantaneamente con un incantesimo di Azazello a
Jalta sul
Mar Nero. Il seguente spettacolo di magia nera al Teatro di Varietà è un avvenimento sconvolgente che mette a nudo la vanità, l'avidità e la crudeltà dei cittadini di Mosca.
| «Venerdì mattina, cioè all'indomani della maledetta rappresentazione, tutto l'organico del Varietà [...] insomma tutti i presenti non si trovavano ai propri posti di lavoro, ma sedevano invece sui davanzali delle finestre che davano sulla Sadovaja e guardavano ciò che stava succedendo lungo il muro del Varietà. Lungo quel muro, su due file, si pigiava una coda di migliaia di persone, che terminava sulla piazza Kudrinskaja. [...] La fila era molto eccitata [...] ed era impegnata a discutere gli emozionanti racconti sull'inaudita rappresentazione di magia nera. » |
| ( Capitolo XVII - Una giornata agitata - Traduzione di Vera Drisdo. Einaudi) |
Il romanzo del Maestro [modifica]
La seconda storia, che si sviluppa nel corso dell'intero romanzo interrompendo la narrazione principale sui fatti di Mosca, rievoca gli avvenimenti accaduti a
Gerusalemme durante il periodo pasquale al tempo del procuratore romano
Ponzio Pilato. Dapprima agli stagni Patriaršie Woland racconta a Berlioz di essere stato presente al processo al "mite predicatore"
Yeshua Ha-Nozri (
Gesù), mentre poi questa storia prosegue riportando direttamente alcune pagine del perduto romanzo del Maestro che si soffermano su ciò che accadde a Pilato nei giorni successivi al processo e la morte di Ha-Nozri.
Nella seconda parte del romanzo appare finalmente Margherita Nikolaevna (Маргарита), l'amante che il Maestro ha abbandonato dopo una relazione segreta durata mesi. La bella e infelice donna non ha rinunciato a ritrovare il suo amante, anche se ne ignora la sorte. Il mattino dopo gli eventi al teatro di Varietà Margherita si ridesta dopo un insolito sogno che le fa credere che presto rivedrà il suo amato; uscita di casa senza una meta precisa, assiste nei pressi del muro del
Cremlino al passaggio del corteo funebre di Berlioz e viene avvicinata da un bizzarro sconosciuto (Azazello).
Lo sconosciuto sembra che riesca a leggere i pensieri di Margherita ed ha un "affare" da proporre alla donna: un invito per la sera stessa a casa di uno straniero (Woland) dove la donna potrebbe finalmente sapere qualcosa del suo amato Maestro. Margherita, scossa ma piena di speranza, accetta, ricevendo da Azazello una crema che dovrà passare su tutto il corpo prima di recarsi all'incontro.
| «Dallo specchio una donna ventenne coi capelli neri, ricciuta di natura, guardava la Margherita trentenne e rideva irrefrenabilmente, mostrando i denti [...] Adesso in lei, in tutto il suo essere, in ogni minima particella del suo corpo, ribolliva una gioia che essa sentiva come se ci fossero tante bollicine che le pungessero tutto il corpo. Margherita si sentì libera, libera da ogni cosa. Essa comprese inoltre con la massima chiarezza che era avvenuto per l'appunto ciò che quel mattino le diceva il suo presentimento e che essa avrebbe abbandonato per sempre la palazzina e la sua vita di prima.» |
| ( Capitolo XX - La crema di Azazello - Traduzione di Vera Drisdo. Einaudi) |
La crema ha un effetto miracoloso: Margherita, in un attimo ancor più bella e ringiovanita, come una strega, invisibile a cavallo di una scopa, spicca il volo sulle strade e sui tetti di Mosca nella notte illuminata dalla luna piena. Il suo primo obiettivo sarà l'abitazione del feroce critico Latunski, principale responsabile della sfortuna del Maestro. Arrivata in volo a destinazione la strega mette a
soqquadro la casa e procede inesorabile nell'opera di devastazione, interrotta solo nel momento in cui Margherita si accorge che in altro appartamento c'è un bimbo solo e impaurito nel suo lettino che chiede aiuto. Dopo questa pausa di tenerezza Margherita "rientra" da strega nel mondo della notte e vola nuda al di sopra delle fitte foreste e sui fiumi della Madre
Russia. Ritornata infine a Mosca, alla casa occupata da Woland, Margherita accetta la proposta di Fagotto di essere la "regina" del gran ballo del plenilunio di primavera, o "ballo dei cento re", che si tiene la notte che coincide con il
Venerdì Santo. Al fianco di Woland accoglie tutti i personaggi tetri ed oscuri della storia che escono dalla porta aperta dell'
Inferno. Margherita sopravvive a questa straordinaria prova senza cedere e si guadagna così, col dolore e l'integrità, la possibilità che il diavolo esaudisca il suo più profondo desiderio: ritrovare il Maestro. Desiderio esaudito: il Maestro appare nella stanza e riceve il manoscritto del romanzo, ritornato integro dopo che era stato dato alle fiamme.
I due amanti, poveri ma felici, potranno così tornare nello scantinato in cui hanno vissuto la loro storia d'amore. Nel finale del romanzo tornano in scena anche i personaggi della "storia antica" che si fonde così con la storia attuale: Levi Matteo riferisce a Woland che Jeshua ha letto il romanzo del Maestro e desidera che lo scrittore riceva la "ricompensa del riposo". Questo incarico passa da Woland ad Azazello che offre agli amanti dell'antico
vino Falerno, uccidendo i due
[17] ed al tempo stesso rendendoli immortali. Woland ed i suoi accoliti, tornati tutti al loro vero aspetto, si allontanano in volo da Mosca, la mattina della
Domenica di Pasqua, e accompagnano i due amanti in un luogo remoto ove si trova una figura solitaria, l'antico procuratore della
Giudea, che da millenni si tormenta per aver condannato ingiustamente Jeshua, quando invece avrebbe avuto la possibilità di ascoltare le sue parole di saggezza. Il Maestro chiede ed ottiene che Pilato sia finalmente liberato dal suo tormento ed infine i due amanti vengono lasciati insieme in un "eterno rifugio", dove trovano la serenità.